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Nel 1957 la fabbrica Aeromere produceva a pieno regime e, con le sue più recenti versioni del Capriolo, era presente e ben rappresentata nelle due cilindrate cardine della ormai prossima motorizzazione di massa:
un potente e competitivo 125 cc e un affidabile e grintoso 75 cc.
I risultati di questo impegno non tardano ad arrivare; nelle ormai numerose gare locali il nome Capriolo si affermava sempre più di frequente e inizia a ben figurare anche nelle prove internazionali.
Sia alla Valli che alla ISDT di Spindleruv Mlyn il migliore fu ancora una volta Jolao Strenghetto, proprio in sella alla nuova Capriolo 125.

Nel 1958 la moto è ormai collaudata e a Trento si decide di aumentare limpegno agonistico affiancando allottimo Strenghetto altri piloti affermati, già allenati alle fatiche che erano chiamati a svolgere.
La scelta si dimostrò vincente e proprio dal 1958 inizia lascesa del marchio anche nelle graduatorie internazionali.
La disciplina del fuoristrada era nuovissima e per molti versi sconosciuta; poter ascoltare i suggerimenti di chi quelle gare le aveva già fatte e ne conosceva le difficoltà, permise di effettuare tutti quei particolari interventi capaci di offrire al pilota un mezzo sempre allaltezza delle sue necessità.
Il contributo dei nuovi piloti non si limitò quindi ai campi di gara, ma si rivelò anche unottima consulenza già in fase progettuale.
Quando Carlo Moscheni venne convocato per provare la moto con cui avrebbe corso alla Sei Giorni, fece in pochi giorni quello che i tecnici non avevano fatto in alcuni anni.
Dopo un rapido giro del piazzale la moto proposta venne scartata perché più adatta ad una gincana che al fuoristrada.
Le moto infatti erano state tagliate al centro ed accorciate di circa 10 cm per poter meglio muoversi tra i birilli (gare che allora erano di gran voga), ma non erano realisticamente attrezzate per una gara come la ISDT.
Dopodiché vennero approntate nuove moto irrobustite nel telaio, dotate di nuovi mozzi fatti al tornio, ricavati dal pieno e simili a quelli della Gilera.
I molleggi anteriori furono sostituiti e migliorati grazie alladozione delle già rinomate Bonazzi di Bologna.
Il motore con il cambio ancora a quattro marce fu ulteriormente potenziato.
Limpulso fu notevole e sia il Capriolo 125 di Carlo Moscheni che il Capriolo 75 di Jolao Strenghetto, un mese più tardi, conquistarono una splendida medaglia doro alla ISDT di Garmisch-Partenkirchen.
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