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Capriolo (1951 – 1964)
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Il 1959 il Capriolo raggiunge il suo apice, sia in termini tecnologici sia sui campi di gare dove inanellò una lunga serie di successi.
In quell’anno fece il suo esordio un nuovo modello da 125 cc montato su di un telaio in lamiera stampata con un’architettura più convenzionale rispetto al passato, e caratterizzato da una monoculla centrale.
Il motore ulteriormente potenziato venne migliorato da un cambio a 5 marce che, da solo, era capace di fare la differenza con la pur agguerrita concorrenza.
Il nuovo modello vincente deriva come sempre da un modello stradale, già nel catalogo Aeromere da un paio d’anni e che ottenne un discreto successo in USA, dove ancora oggi sono presenti degli ottimi esemplari.
La versione da fuoristrada presentava, oltre alle modifiche ormai convenzionali, una vistosa novità, proprio relativamente al modernissimo cambio a 5 rapporti:
poiché il selettore del cambio era ubicato in posizione esterna ed aveva il suo punto debole in una piccola forcella che lo azionava, per ovviare a possibili inconvenienti, nel malaugurato caso che la forcella del selettore si fosse rotta o anche solo consumata, dal carter motore usciva un perno con tanto di maniglia che permetteva di inserire le marce a mano.

Alla Valli del ‘59, quella famosa, vinta da Tullio Masserini con il nuovissimo Gilera Giubileo 98, Jolao Strenghetto conquista un’eccellente seconda piazza, in sella al Capriolo 75.
Il successo fu sottolineato da altri tre Capriolo 75 nei primi posti, Gianni Perini 5°, Antonio Piazzalunga 18° e Carlo Moriggi 21° .
Nella speciale classifica a squadre, Antonio Piazzalunga, Giuseppe Panarari e Jolao Strenghetto portarono la Moto Capriolo al 4° posto.
Ottimi risultati anche alla ISDT cecoslovacca di Gottwaldov:
l’Italia conquista il secondo posto nel Trofeo, alle spalle della Cecoslovacchia; nella squadra composta da Tullio Masserini, Carlo Moscheni, Dante Mattioli, Gian Franco Saini, Jolao Strenghetto ed Enrico Vanoncini, brillano le medaglie d’oro di Carlo Moscheni, su Capriolo 125, con cambio a 5 marce e Jolao Strenghetto su Capriolo 75.
Anche in questo caso ben figurano le Capriolo 75 di Gianni Perini e Giuseppe Panarari, entrambi medaglia d’argento.
La vittoriosa cavalcata del Capriolo prosegue nel 1960, arricchita da un’interessante versione da 100 cc.

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