|
Quelle appena descritte infatti non rappresentano le novità di quegli anni, il vero fatto clamoroso fu la nascita di un nuovo e potente propulsore a due tempi con alimentazione a disco rotante.
Malgrado venisse sfornato un nuovo modello ogni anno il divario con le due tempi tedesche diveniva sempre più profondo.
Ormai se ne erano resi conto un po tutti e gli studi in questa direzione cominciarono molto presto, quasi allinsaputa di Giuseppe Gilera, affettivamente legato ai 4 tempi e pregiudizialmente contrario ad un cambio di rotta.
Onore al merito quindi al direttore del reparto corse, Luigi Piazza, che non solo progettò un motore potentissimo con pochissimi mezzi, ma anche perché si proiettò nella direzione giusta con grande lungimiranza.

Le prime sperimentazioni vengono fatte quasi di nascosto adattando i carter del 4 tempi con soluzioni artigianali.
Malgrado il progetto non fosse voluto dallalto e la sua evoluzione si fosse sviluppata in semiclandestinità i risultati furono immediatamente soddisfacenti anche perché Luigi Piazza poté godere della complicità dei suoi ottimi assistenti e delle tecnologie davanguardia che lazienda metteva a disposizione;
ogni remora in proposito fu però immediatamente abbandonata non appena venne realizzato il primo prototipo: le strabilianti performance di cui era capace convinsero immediatamente tutti, in particolare proprio Giuseppe Gilera che divenne il più acceso sostenitore del nuovo corso.
|