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Durante lintera stagione vengono disegnati nuovi telai in grado di accogliere voluminose scatole filtro per dare ossigeno al motore ed ovviare alle carenze di aspirazione delle prime soluzioni artigianali, forse lunico problema di cui ancora soffriva il raffinato progetto; a pochi metri di distanza si studiano motori completamente nuovi con il cambio a sei e sette marce, o sistemi di aspirazione sempre più sofisticati e complessi.
Per cominciare, tre differenti modelli:
il 50 aspirato, inizialmente con il cambio a sei rapporti, il 100 ed il 125 a disco rotante.
Per la realizzazione delle singole componenti non si bada a spese; con i telai si sperimentano gli acciai migliori e, in alcuni casi, anche il titanio, mentre si usa il magnesio per i carter motore e alcune teste.
Contemporaneamente viene assoldato uno squadrone di primordine per portare in gara i nuovi purosangue di Arcore.

Nel 1973, in squadra cerano Alessandro Gritti, Vincenzo Gavazzi, Gualtiero Brissoni, Pietro Gagni, Fausto Oldrati, Giuseppe Signorelli, Carlo Paganessi e nel 1974 Walter Bettoni, tutti ottimamente diretti da Gianni Perini.
Con questi uomini in sella alle sue nuove macchine, la Gilera riprende prepotentemente la scena e, come dincanto cancella in una stagione decenni di gap tecnologico.
La 24° edizione della Valli Bergamasche passò sicuramente alla storia per lestrema durezza dei suoi percorsi, e il fatto che solo 24 piloti su 274 partenti, arrivarono al traguardo contribuì sicuramente a far crescere e diffondere la leggenda della Valli.
Nella classe 50 cc ben 32 piloti iscritti in rappresentanza della miglior produzione mondiale: la sfida si compie ai massimi livelli.
Dopo una tremenda falcidia la 50 di Gualtiero Brissoni arriva prima al traguardo, unica della sua classe che portò a buon fine lintera prova.
Nella stessa edizione brillano anche Carlo Paganessi, 4° nella classe 100 cc, e Alessandro Gritti, 2° nella classe 125 cc.
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