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Gilera (1909 – 1981)
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Dopo due anni di trionfi mondiali la fase del collaudo era ormai chiusa e si sarebbe potuto finalmente passare alla produzione e commercializzazione di queste ambitissime motociclette.
Vennero quindi realizzati tutti gli stampi, i modelli e le maschere necessari per allestire le linee di produzione e quando tutto era ormai pronto... arrivò l’ennesimo “contrordine compagni”.
A fine stagione, senza dare grandi spiegazioni viene comunicata la chiusura del Reparto Corse e il ritiro della Gilera dalle competizioni; contemporaneamente si decide di produrre solo il modello da 50 cc e le linee dei modelli da 100 e 125 cc vennero smantellate.
Forse proprio per non gettare letteralmente dalla finestra un investimento colossale si tentò il rimedio di cedere gli impianti ad un’azienda torinese ma si trattò dell’ennesimo pasticcio.
L’Elmeca, questo era il nome della ditta acquirente, era valida, ma specializzata in un settore differente da quello tipico delle competizioni motoristiche.
Pur avendo maestranze valide e capaci di montare mezzi affidabili, non aveva il management adeguatamente competente, non possedeva la struttura, gli impianti, l’esperienza e lo specifico retroterra culturale indispensabile per mantenere il passo con i tempi e sviluppare un progetto così estremo, come solo un reparto corse attivo da oltre 50 anni avrebbe potuto fare.

La scelta palesemente rinunciataria pregiudica irrimediabilmente ogni possibile chance.
Nel 1975 inizia quindi la commercializzazione delle repliche delle pluri-vittoriose Gilera a due tempi sotto le insegne dell’Elmeca.
Le moto sono belle, vanno bene, incontrano il favore del pubblico e la produzione prosegue anche nei successivi ’76, ’77 e 1978.
I modelli subiscono via via delle migliorie estetiche, anche al fine di renderli più simili ai mezzi ufficiali, ma non migliorano nella sostanza e la stasi progettuale si fece subito sentire sui campi di gara dove l’Elmeca-Gilera annaspa nelle retrovie.
Nel 1978 si cambia un’altra volta.
Cessa il rapporto di collaborazione con l’Elmeca e si riapre il Reparto Corse, sotto la guida dell’autorevolissimo ing. Jan Witteveen, uno dei tecnici più capaci e creativi della seconda metà del 900, la cui carriera è costellata da numerosi progetti innovativi e vincenti, realizzati in continuo presso tutte le aziende cui offrì la sua eccellente consulenza.
L’interesse della casa però, non è più per l'Enduro ma si concentra sul cross.
Ciononostante si riparte proprio dai pluri-vittoriosi progetti del ’73 e ’74.
Una delle sue prime creazioni fu un bel gruppo di scoppio da 250 cc che venne adattato su una delle ultime moto ufficiali ancora in uso del reparto corse.
Su questa moto si cimentò con discreto successo Bernardino Gualdi durante l’intera stagione.

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