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Moto Morini (1965 – 1972)
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Cinque rappresentarono la scuola italiana del 4tempi nel settore della motoregolarità; solo tre raggiunsero l’eccellenza, Gilera, Guzzi e Morini.
La Morini partecipò sempre in prima persona, con impegno, capacità e determinazione lottando sempre per i vertici delle classifiche; costruì delle macchine molto belle, raffinate e assolutamente competitive.
Negli anni in cui scese in campo lo fece da protagonista.
La Morini nasce a Bologna negli anni trenta grazie all’impegno e alla determinazione del suo fondatore, Alfonso Morini.
Supera le enormi difficoltà della guerra ed è presente sul mercato, già nel 1946, con la T125, una bella monocilindrica a due tempi da 125 cc con cambio a tre velocità, ispirata alla tedesca DKW, cui si affianca, l’anno successivo, la versione Sport.
Nel 1949 viene messa in produzione una 125 cc monoalbero a quattro tempi, che nella sua versione “corsa” eroga una potenza di 12 cavalli a 10.000 giri/min, superando i 140 km/h.
In sella a questo poderoso cavallo di razza Umberto Masetti coglie i suoi primi successi in campo mondiale, mentre Emilio Mendogni vince il Gran Premio delle Nazioni e il Gran Premio di Spagna nel 1952.

La presenza di questo prestigioso modello, adeguatamente modificato, alla Valli Bergamasche del 1951 (25° Cesare Boffo - classe 125), ed alla Valli del ’52 (23° Guerino Mantovani - classe 125), ne attesta la bontà del mezzo, ma è ancora presto per parlare di vere e proprie moto da competizione in fuoristrada.
La progenitrice dei suoi modelli da “corsa” entra in produzione nel 1953, un 175 con distribuzione ad aste e a bilancieri, destinato, nelle sue varie versioni, a consacrare le Morini come le moto ideali per tanti italiani.
Gran Turismo, Settebello, Rebello, Supersport, Briscola, Tresette, Tresette Sprint sono nomi che fecero sognare gli italiani e fu proprio su una di queste, la “Settebello Aste Corte" che fece il suo debutto in pista uno dei nostri più grandi campioni motociclisti Giacomo Agostini:
era il 1961, corsa in salita Trento-Bondone, dove si classifica secondo.
La tecnologia Morini era valida, reggeva con onore il confronto con le altre marche e, grazie anche al talento di Tarquinio Provini, diede del filo da torcere a tutte le grandi del momento, costrette spesso solo ad inseguire.
Sull’onda del boom economico degli anni ’60 la Morini era presente sul mercato con una bella stradale da 125 cc a quattro tempi, denominata “Corsaro” e destinata a segnare la storia.

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