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Ecco le principali caratteristiche tecniche del Capriolo 75 cc:
motore monocilindrico a quattro tempi a rotazione trasversale con distribuzione a camma facciale in testa, azionata da alberello verticale e bilancieri.
Alesaggio per corsa 43 x 47 mm, cilindrata 74, 6 cc.
Compressione 7:1 ; potenza 3,5 cv a 6.000 giri.
Diagramma distribuzione: 34°, 50°, 60°, 24°; gioco 0,1 mm.
Carburatore Dellorto MA 15B;
Accensione a volano magnete alternatore, anticipo fisso 32°, 38°;
candela 225, vecchia scala Bosch.
Lubrificazione con 1 kg olio e pompa di mandata a pistone.
Trasmissione primaria a ingranaggi conici.
Frizione a dischi multipli in bagno d'olio: 8 maschi rivestiti di materiale d'attrito e 7 femmina in acciaio. Cambio a 4 marce con ingranaggi sempre in presa a espansione di sfere, comandato a pedale sulla sinistra. Trasmissione finale a catena.
Rapporti totali 13,66-8,61-5,60-3,83:1.
Ruote a raggi, in acciaio, con gomme 24x2 1/4, oppure 2.50x20.
Le ruote da 24x21/4 hanno mozzi in lega di alluminio con freno laterale a tamburo e perni sfilabili. Il mozzo posteriore è scomponibile a livello del parastrappi in modo da poter sfilare la ruota posteriore senza togliere la catena.

Da questo modello stradale derivò una piccolissima serie di pezzi unici trasformati artigianalmente per le competizioni in fuoristrada; altrettanto vennero allestiti altri pezzi unici per correre la Milano Taranto.
Per tutti gli anni 50 e buona parte degli anni 60 nessuna casa costruttrice ha mai commercializzato mezzi del genere.
Si trattava sempre ed esclusivamente di mezzi ufficiali che davano lustro e pubblicizzavano sempre e solo i modelli di serie da cui erano derivati.
Lo stesso dicasi per le rare partecipazioni di piloti privati che modificavano le proprie motociclette, a volte avvalendosi di capaci meccanici, a volte lavorando in proprio, sulla base delle proprie esperienze.
A quei tempi le vetrine più rinomate per mettere in mostra le proprie doti erano le grandi prove di durata la cui eco aveva già allora una rilevanza internazionale; la versione corsa del Capriolo raccolse molti successi, come la Milano Taranto del 1954 o il Giro Motociclistico d'Italia del 1955, in entrambi i casi condotta alla vittoria da Claudio Galliani.
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