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In occasione della Valli del 1960, giunta ormai alla sua 13° edizione, lAeromere è ben rappresentata da unagguerrito quartetto di piloti in sella alle sue Capriolo 75:
Giuseppe Panarari 5°, Gianni Perini 7°, Carlo Moriggi 11° e Jolao Strenghetto 12°.
Nella speciale classifica a squadre lAeromere Capriolo Trento (Bertotti, Panarari e Strenghetto) si classificò al terzo posto.
Sempre lo stesso anno, laffidabilità dimostrata dalle moto trentine indusse i dirigenti del Team italiano ad inserire i suoi piloti sia nella squadra del Vaso che in quella del Trofeo in occasione della ISDT austriaca di Bad Aussee.
LItalia si classificò solo 9° nel Trofeo (Franco Dall'Ara, Costanzo Daminelli, Carlo Moscheni, Gian Franco Saini, Jolao Strenghetto e Nino Tagli) e 4° nel Vaso (Carissoni, Panarari, Spiga, Tosi), ma su tutte si distinsero le due Capriolo 75 di Gianni Perini e Giuseppe Panarari che ottennero entrambe la medaglia doro.

Tutti questi successi suggeriscono limmagine di unazienda forte e sana, interamente proiettata a raccogliere il frutto di così tante vittorie e fanno pensare ad un futuro roseo e radioso.
È quindi spontaneo rimanere sbalorditi alla notizia che invece, proprio in quellanno, la fabbrica chiude e il Capriolo finisce definitivamente la sua gloriosa esistenza.
Nel mentre la produzione di motoveicoli era già cessata a Vizzola attorno alla fine del 1959, gli impianti della Aeromere di Arco chiusero lanno successivo, nel 1960.
Alcune fonti attribuiscono la chiusura degli impianti ad una generica crisi degli anni '60, che avrebbe travolto anche questo ramo del gruppo.
In realtà lItalia era in pieno boom economico e parlare di crisi negli anni 60 ci sembra un po azzardato.
Altre fonti, sicuramente più attendibili, attribuiscono la chiusura a gravi errori di gestione che portarono lazienda al collasso economico.
Raccontano sempre i ben informati che tutto fu causato da un nuovo dirigente che impose un azzardato cambio di settore produttivo.
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