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4° Tipo, Testa Quadra
Verso la fine del 1970 vede la luce una nuova quarta, e ultima, serie.
Il battesimo del fuoco avviene in occasione della 46° edizione della Sei Giorni, disputata in Spagna, cui partecipano tre squadre italiane, ancora una volta tutte in sella a Moto Morini.
Con mirate e significative modifiche rispetto ai modelli di serie (telaio sperimentale Verlicchi più moderno e leggero, ammortizzatore di sterzo, ruota anteriore da 21, sospensioni Ceriani) e sensibili differenze anche nel motore (valvole di maggior diametro, frizione alleggerita, condotti lucidati, doppia bobina esterna, carburatore Dellorto a vaschetta centrale), arrivano al traguardo 19 delle 22 Morini partite.
Il bottino di medaglie è di tutto rispetto (16 d'oro, 2 d'argento, 1 di bronzo); i suoi piloti Morini arrivano quarti nel Trofeo dietro a Cecoslovacchia, Germania Ovest e Svezia.
Lo schema del motore, tranne la versione di maggior cubatura che sale a 163,9 cc, resta invariato, mentre esce di produzione il modello da 100cc.
Il cilindro del 160 è vistosamente più largo ed ha una forma squadrata, tanto da guadagnarsi lappellativo di testa quadra.

La distribuzione è ad aste e bilancieri, 2 valvole parallele, carburatore da 22 mm, 13 cv a 9.200 giri/min
Esteticamente, a parte il nuovo telaio Verlicchi ed un nuovo serbatoio tondo, riscontriamo altre differenze rispetto al modello precedente:
finalmente una bella ruota anteriore da 21 pollici, gli ammortizzatori posteriori Marzocchi, il parafango posteriore ed il porta gonfleur in lamiera.
Alla Valli Bergamasche, le Morini sfiorano la vittoria con Fausto Oldrati 2° nella classe 125, e Pierluigi Rottigni 2°, Bernardino Gualdi 3°, Edoardo Dossena 4° ed Emilio Capelli 5° nella classe 175.
Discreto anche il 4° posto nel Trofeo alla Sei Giorni spagnola di san Lorenzo Escorial, della rappresentativa italiana (Bonini, Dossena, F. Dall' Ara, Paganessi, Rottigni, E. Saini) tutta motorizzata Morini.
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